Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia

Ponte Milvio: dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia

Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia

Ponte Milvio, a Roma, è probabilmente conosciuto come il luogo da cui ha avuto origine la moda dei famigerati lucchetti dell’amore, che coinvolge giovani coppie, intente a fissare il pesante sigillo d’amore sui lampioni, pur di giurarsi amore eterno. Una moda tutta italiana: tratta dal romanzo rosa di Federico Moccia“Ho voglia di te”, una promessa d’amore per lo più antiestetica e nociva –  visti i danni arrecati ai monumenti dalla sdolcinata ferraglia. Peccato, perché Ponte Milvio noto anche come Ponte Mollo gode di una vita “storica” precedente a Moccia, che è giusto narrare e ricordare. Si, perché l’antico pone romano, costruito prima in legno e poi in muratura, oltre a essere uno dei più anzianotti della capitale, è storicamente anche il più importante. Testimone taciturno di tanti episodi della storia romana. Il più celebre relativo alla vicenda che ispirò la conversione di Costantino al cristianesimo, nell’ottobre del 312 DC, data in cui ebbe luogo il conflitto tra Costantino I Massenzio.  Qui, la notte precedente alla battaglia, Costantino, si concesse un momento di contemplazione e preghiera, ed ebbe la visione della Croce recante la scritta: “In hoc signo vinces. Dapprima dubbioso sul significato di ciò che aveva visto, Costantino, la stessa notte fece un sogno in cui Cristo,  gli ordinava di adottare tale simbolo nel corso della battaglia. Così il dubbio lascio spazio alla certezza, e il sogno preceduto dalla visione della croce fu considerato la risposta divina che lo preparò alla vittoria. Il Chi-rho, simbolo vincente, fece la sua comparso sul vessillo dell’imperatore e sugli scudi dei guerrieri, sancendo la sconfitta a Ponte Milvio dell’avversario Massenzio e l’inizio di una nuova era per tutto l’impero. Un ponte fra l’uomo e il divino che incoronerà Costantino imperatore, concedendo libertà di culto ai cristiani. Tali vicende storiche, legate da un sottile fil-rouge al vetusto Ponte Milvio, trovano un loro contraltare in diverse raffigurazione pittoriche, la più nota realizzata magistralmente da Piero della Francesca nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo. Il sogno di Costantino è un affresco, facente parte delle Storie della Vera Croce, una delle maggiori opere rinascimentali, composta da quattordici riquadri, che D’Annunzio battezzò il “giardino di Piero. Nel medesimo giardino, l’artista rappresenta il campo del futuro imperatore, la notte precedente alla battaglia. Sullo sfondo, sotto un cielo scuro, si scorgono le cime delle tende poste dietro quella del generale che occupa quasi per intero la scena. La tenda cilindrica aperta, lascia intravedere, un Costantino dormiente, vegliato da uno scudiero, seduto sul cassone, e da due sentinelle in armi. Dall’alto, a sinistra, piomba verso il basso l’angelo.  Il buio della notte è improvvisamente squarciato dalla luce che emana, simbolo della sua santità. L’intero spazio è creato dalla luce, vera protagonista della scena, che illumina il giaciglio imperiale. Si tratta di una luce “mistica” che rappresenta il passaggio tra l‘”ombra” del paganesimo e la “luce” della ragione cristiana. Il giorno dopo, Costantino, in testa alle sue legioni, avanza vittorioso verso il Tevere, mentre l’esercito di Massenzio batte in ritirata sulla riva opposta. In un’atmosfera quasi immobile e statica, Costantino, impugna la bianca, piccola croce, ed è già vincitore solo per questo. In alto un cielo azzurro, con bianche nuvole, sembra benedire il prescelto. Il corso d’acqua, divide vincitori e vinti, mentre un piccolo gruppo di anatre, nuota placidamente incurante delle sorti dei protagonisti e dell’umanità intera. Di tutto questo fu spettatore il “Vecchio Ponte” millenario, che sembra volerci ricordare che spesso i disegni del fato sono incontrovertibili. Quindi, poco importa se il ponte, sia diventato ritrovo di schiere di provetti Oscar Wilde pronti a tutto pur di vivere un amore morboso, diabetico e vandalico, tali segni e tali sogni fanno ormai parte della leggenda che contribuì a creare l’alleanza tra Costantino e la religione cristiana, gettando le basi della futura Santa romana Chiesa.Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia,Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia,Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia,Ponte Milvio dal sogno di Costantino ai Lucchetti di Moccia

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